Il Gran Sasso e Campo Imperatore fanno parte del territorio del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Nel massiccio del Gran Sasso si trova il Corno Grande, con i suoi 2912 metri la vetta più alta dell’Appennino, la cui forma è visibile da quasi ogni punto dell’altopiano di Campo Imperatore, un territorio compreso ad una altezza tra i 1600 e i 2000 metri e largo poco meno di venti chilometri, dotato di una fisionomia particolare modellata dai ghiacci e dal carsismo, descritto in un’affermazione sembra attribuita all’etnologo, scrittore e fotografo Fosco Maraini come il Tibet italiano.

La vetta del Corno Grande coperta di nuvole, al tramonto.
Ho trascorso nella zona di Campo Imperatore in tutto cinque giorni. Prima nella parte occidentale, dove ho fotografato in diversi momenti il corno Grande, il Corno Piccolo, e la piana di Campo Pericoli. La sera del mio arrivo sono riuscito a fare alcuni scatti interessanti grazie alle nuvole che - continuamente rimodellate dal vento - hanno creato effetti molto particolari insinuandosi tra le cime e le selle. Il giorno successivo la giornata tersa mi ha spinto all’ascesa del Corno Grande, non solo per la soddisfazione di salire sulla principale vetta appenninica ma ovviamente a caccia di panoramiche. Non molto dislivello dall’ostello dove ho trascorso la notte, circa 800 metri, ma molto faticoso per lo zaino carico di attrezzatura e il lungo tratto ripido tutto su ghiaia e rocce sgretolate che ha reso più duro ogni passo. Peccato poi che l’aria limpida del giorno prima si sia trasformata in un’atmosfera calda e leggermente afosa, e dalla cima la vista era magnifica, su tutto l’Abruzzo fin verso il mare, ma fotograficamente molto poco soddisfacente. Ho pernottato poi al Rifugio Garibaldi, spartano (niente corrente, niente bagno), ma molto accogliente, e gestito da ragazzi molto giovani, che per la loro scelta meritano tutta la mia ammirazione.

Il pizzo d'Intermesoli e il Campo Pericoli
Pensavo di passare qui un’altra giornata, ma la mattina successiva, vista la prospettiva di avere ancora scarsa visibilità, sono ridisceso a Campo Imperatore per provare a attraversarlo in macchina e cercare delle altre occasioni fotografiche. L’ho percorso per intero, e gli scorci incontrati, con il Corno Grande che emergeva sempre da qualsiasi punto di osservazione, le ondulazioni del terreno, la cornice di cime e colline, i canyon scavati nella prateria, mi hanno convinto a restare lungo la piana anziché risalire nuovamente nella zona più montuosa. L’unica possibilità di pernottamento è stata in una pensione all’estremo orientale di Campo Imperatore, in mezzo non vi era nulla oltre a ricoveri per le pecore. Qui infatti è ancora la pastorizia (si, esiste ancora) l’attività principale, se escludiamo qualche impianto sciistico tutta l’area non è altro che un immenso pascolo.

Animali al pascolo a Campo Imperatore
Nei giorni successivi ho realizzato le immagini migliori. La disposizione est-ovest dell’altopiano fa si che gli unici momenti di luce interessante siano la mattina presto e il tramonto, poi tutto diventa piatto e pur mantenendo il suo fascino, perde comunque la suggestione che solo un certo tipo di luce sa restituire. Le giornate successive sono perciò state scandite tutte dalla sveglia all’alba per potermi posizionare nei punti che ho individuato ideali per gli scatti, fotografie fino a quando la luce lo permetteva, le 9 massimo, poi lunga attesa fino al tramonto utilmente impiegata per cercare altri scorci e altri punti di vista dove posizionarmi la mattina e la sera seguente. Il tempo è stato un po’ ballerino, sole con cielo velato, un po’ di pioggia, vento e nuvole basse, poi ancora sole e foschia. Ma questa varietà atmosferica imprevedibile ha anche arricchito i panorami che ho realizzato, contribuendo a rendere ancora più unico e particolare questo territorio.

Alba sul Corno Grande
Sul mio sito pubblicherò nei prossimi giorni una selezione delle immagini più interessanti, al solito indirizzo www.maxfranceschini.it/gallery.html